Nicolò Barabino -
1859
Consolatrix afflictorum
Siglata e datata 1859, la grande tela raffigurante la Consolatrix afflictorum (La consolatrice degli afflitti) appartiene all’attività giovanile di Nicolò Barabino, protagonista di primissimo piano della pittura italiana del secondo Ottocento. Committente della pala Ademaro De Mari che l’aveva destinata alla cappella dell’Ospedale San Paolo di Savona dove è rimasta sino al suo trasferimento presso la Pinacoteca civica in seguito allo spostamento dell’istituzione ospedaliera sulle colline di Valloria.
Barabino già in quest’opera mostra la sua grande abilità tecnica sia di disegnatore che di colorista che gli valsero il ruolo di primo piano come interprete della tradizione della pittura religiosa e di storia quando le vicende dei grandi personaggi del passato erano prese come simbolo degli ideali della società contemporanea.
Fu in grado però di aggiornarsi aprendosi ai nuovi linguaggi figurativi della seconda metà del secolo, in particolare alla cultura dei realisti toscani oltre che del napoletano Domenico Morelli di cui fu amico.
Il nucleo centrale della Madonna col Bambino può essere visto come il precedente della sua iconografia di maggiore successo, in questi mesi protagonista di una mostra presso il Museo Diocesano di Genova (“Sacro e Pop. La Quasi oliva speciosa in campis di Nicolò Barabino, capolavoro della pittura dell’Ottocento”, sino al 23 febbraio 2026), apprezzata anche dalla regina Margherita di Savoia che ne acquistò un esemplare (esposto alla Mostra Internazionale di Venezia nel 1887) per la sua camera da letto nella Villa Reale di Monza.

Datazione: 1859
Artista: Nicolò Barabino (Genova Sampierdarena, 1832- Firenze 1891)
Tecnica: Olio su tela
Dimensioni: cm 275 x 180
Provenienza: Savona, ex Ospedale San Paolo
Collocazione: Pinacoteca Civica di Savona (Sala 15)










