La Collezione

Una collezione di eccellenza

Il percorso del Museo della Ceramica si articola su quattro livelli nelle sale del Monte di Pietà. Le ricche collezioni, per un totale di più di un migliaio di pezzi, sono organizzate per singole raccolte, a cui si alternano sezioni ordinate per cronologia e tipologia.

Alle raccolte di proprietà della Civica Pinacoteca, come l’elegante vaseria dell’antico Ospedale San Paolo e l’importante donazione del Principe Boncompagni Ludovisi, si aggiungono le prestigiose collezioni acquistate nel tempo dalla Fondazione A. De Mari. Tra queste opere si annoverano la Nena e Maternità di Arturo Martini, i vasi dell’antica farmacia Cavanna di Genova – esemplari ritrovati dopo che se ne erano perse le tracce – e i tesori della collezione Bixio. Sul fronte del contemporaneo, troviamo i prototipi realizzati dai più grandi artisti e designer contemporanei per le Edizioni Attese, nell’ambito delle Biennale della Ceramica nell’arte contemporanea.

Completano la visita gli strumenti multimediali tra cui spicca l’originale quadrisfera, una struttura che permette di assistere a una narrazione suggestiva della storia e degli sviluppi della ceramica ligure. È inoltre presente una vetrina interattiva multimediale da cui prendono forma racconti che introducono il visitatore ai segreti della lavorazione della ceramica.

Secondo piano

La visita comincia al secondo piano con la prestigiosa sottocoppa Il ratto di Europa (1721), un raro esempio datato e firmato del pittore savonese Gio Agostino Ratti, tra i maggiori interpreti della maiolica ligure settecentesca. Nella stanza attigua – sotto Il carro del Sole, le volte dipinte da Bartolomeo Guidobono – sono esposti importanti pezzi di istoriato barocco. Proseguendo nel percorso, accanto alle tracce degli affreschi cinquecenteschi di Lorenzo Fasolo, sono collocati pannelli di azulejos e laggioni dei secoli XV e XVI, mentre nella sala successiva è esposto il corredo dell’antica spezieria della farmacia Cavanna di Genova.

La sezione dedicata alla ceramica settecentesca è allestita all’interno di una scenografica struttura vetrata e si completa con un gruppo di manufatti frutto dell’attività dell’artista savonese Giacomo Boselli. Infine, due ampie sale accolgono la collezione di oltre 200 opere del Seicento e Settecento del Principe Arimberto Boncompagni Ludovisi e dalla consorte Rosella. Nella prima, dentro una sorta di grande “macchina espositiva” a due piani realizzata in acciaio inox e vetro, è disposta una parata di vasi, piatti, vassoi, sottocoppe e tulipaniere.

Terzo piano

Al terzo piano troviamo l’antica spezieria dell’Ospedale San Paolo di Savona, ospitata da una scaffalatura che occupa l’intero perimetro delle pareti, da pavimento a soffitto, ricreando virtualmente la suggestione di un’antica farmacia. Nelle due sale adiacenti, opere dei primi decenni del XX secolo illustrano l’aggiornarsi della produzione delle manifatture di Savona e Albisola, fortemente influenzate dalle arti decorative internazionali del primo Novecento, tra art déco, razionalismo e futurismo.

Nell’area dedicata agli artisti che hanno lavorato a Savona e Albisola nella seconda metà del Novecento troviamo Jorn, Lam, Capogrossi, Dova, Treccani, assieme ad Antibo, Carlé e Lorenzini. Al centro della seconda sala, l’imponente Albero di kaki di Maria Galfré innalza la propria chioma nel taglio a doppia altezza che mette in comunicazione gli ultimi due piani.

Quarto piano

Il luminosissimo open space del quarto piano è dedicato al rinnovamento della ceramica; qui trovano esposizione opere di design di più di una trentina di artisti e designer di fama internazionale quali ad esempio Bertozzi e Casoni, Michelangelo Pistoletto, Adrian Paci, Yona Friedman, Ugo La Pietra, Alessandro Mendini, Andrea Branzi, Pekka Harni e Franco Raggi.

Una zona è dedicata agli esempi della scultura del XX secolo. Due opere in terra refrattaria del grande scultore trevigiano Arturo Martini esemplificano i frutti del suo lavoro in Liguria: Nena, fra i suoi soggetti più conosciuti e realizzato a stampo, e Maternità del 1931. Due Ballerine testimoniano la lunga e proficua attività dello scultore pistoiese Agenore Fabbri.

Primo Piano

La visita prosegue al primo piano con le ceramiche dedicate alla devozione popolare, in particolare all’effige della Madonna di Misericordia, apparsa al Beato Botta nel 1536 nella valle di San Bernardo e un ricco Presepe del ceramista Antonio Tambuscio.

Due sezioni finali sono dedicate a vasellami e complementi d’arredo: della casa borghese dell’Ottocento, con esempi neoclassici provenienti dalla donazione di Flavia Folco; e di destinazione popolare, in terracotta verniciata gialla, ornato da semplici decori a spugnetta, frutto di una vasta produzione seriale nelle Albisole dal secolo XIX fino ai primi decenni del successivo.

Innovazione e multimedialità

La visita al Museo termina con gli strumenti multimediali ideati dal fisico Paco Lanciano. Su tutti, la Quadrisfera, una struttura che permette di assistere a una multiproiezione di filmati sincronizzati in un caleidoscopio tecnologico, grazie a un complesso gioco di monitor e specchi. Attraverso suoni e immagini l’allestimento narra, in modo suggestivo, la storia e gli sviluppi della ceramica ligure.

 

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Orari

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giovedì, venerdì, sabato

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domenica e festivi

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